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Anche quest’anno la Giornata Mondiale dell’Alzheimer è stata l’occasione per sensibilizzare, informare, formare e soprattutto far festa per superare lo stigma,  l’isolamento e  farsi prossimo  delle famiglie e delle persone che perdono una parte di se stessi.

La mattinata scientifica ha visto la partecipazione di operatori e professionisti del settore ai quali il convegno era dedicato. Le terapie non farmacologiche  nei disturbi cognitivi è argomento che pone sicuramente  interrogativi di efficacia e  scientificità ai quali i relatori del convegno hanno cercato di dare risposta.

La relazione del Dr. De Vreese ha confermato che la stimolazione cognitiva è raccomandata da mettere in atto in setting clinici, residenze e Centri Diurni perché potrebbe garantire migliori esiti per le persone con demenza  nelle fasi lievi moderate.

L’intervento  del Dr. Franchini , formatore dell’Ente Don Orione, ha sottolineato che siamo ancora portati a valutare il processo ( procedure, protocolli, e piani di lavoro)  più che gli esiti  dando maggiore  importanza ai problemi più che agli aspetti umani. Gli indicatori sono così di processo e non di risultato. Anche per questo c’è bisogno di andare verso il  paradigma  desideri – sostegni, dove i professionisti indagano valori, aspettative e desideri della persona e in seguito erogano i sostegni necessari.

La drssa Marzorati di Seregno  ha sottolineato che gli obiettivi della stimolazione neuro sensoriale sono finalizzati ad una  migliore conoscenza dell’altro e ad  una possibilità di districare quella  matassa comunicativa alterata utilizzando strumenti facilitatori scelti dagli ospiti e guidati dall’operatore.

La relazione di un familiare che ogni giorno affronta la difficile sfida con il deterioramento cognitivo della madre, ha concluso la prima sessione dei lavori, testimoniando come le strategie apprese e sperimentate hanno come cardine il rispetto della autodeterminazione, della dignità, e della migliore qualità di vita possibile della persona, e sono determinanti anche per la qualità di vita dei care giver.

Il Dr. Frau ha evidenziato come  è sempre maggiore la convinzione che l’ambiente fisico  ha un diretto e misurabile impatto sul funzionamento fisico e psico-sociale delle persone con demenza, e  può tradursi in una migliore qualità della vita.

Le ultime due relazioni  sono state una “lettura magistrale”  di quanto accade  nella relazione umana e professionale con gli ospiti di cui si prendono cura nelle diverse fasi del disturbo cognitivo.

La Drssa Anna Laura Cadeddu ha illustrato quanto sia indispensabile la precocità degli interventi per rallentare il declino della  identità della persona e favorire al massimo l’espressione delle  capacità residue.

La Drssa Malgarise, nel mostrare il volto delle fasi cosiddette avanzate e gravi della malattia ha sottolineato la necessità di saper leggere quegli sguardi per cogliere i loro bisogni, le loro emozioni, in  un continuo adattarsi al cambiamento utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla conoscenza e dal cuore.

Nel pomeriggio al Centro Diurno Don Orione si sono tenuti quattro laboratori esperienziali sulle tecniche di stimolazione cognitiva molto partecipato da familiari e operatori, a dimostrazione di quanto sia il bisogno di conoscenza in un campo che  offre poche soluzioni farmaco magiche.

La serata è proseguita prima  nella sala polifunzionale della Parrocchia Don Orione con l’esibizione di un gruppo di danzatrici del ventre  e del gruppo musicale Le Longuettes, per poi concludersi nei locali del Centro Diurno con un  buffet preparato in parte dagli ospiti del CD, e al quale hanno contribuito familiari, amici e un noto supermercato della zona. A loro un grazie per disponibilità, sensibilità e generosità.

La musica dal vivo dei nostri operatori Aldo, Marco, e Diego hanno reso il finale della festa così coinvolgente che le luci del Centro sono state spente solamente a tarda sera.

Un grazie a quanti hanno voluto, contribuito e partecipato, unendo le forze per  l’obiettivo che anima l’Alzheimer Fest: vivere una vita vera e dignitosa nonostante la malattia.

Felice