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Casa dolce casa.

Tutto è racchiuso lì, nel nostro “piccolo mondo”.
Gli affetti, i ricordi, gli oggetti più cari.
Casa è il luogo dove ci si sente accolti.
E’ facile perciò intuire l’importanza dell’ambiente e come questo possa contribuire a dare un senso di identità.
Qui al centro l’abbiamo capito bene e da questa intuizione sono nati dei progetti che hanno come scopo quello di dare ai nostri ambienti il calore di una casa, di richiamare l’ambiente domestico della nostra cultura di appartenenza.
Come prima cosa abbiamo collocato in alcuni punti strategici oggetti e piccoli arredi appartenenti alla nostra cultura sarda, presenti in molte abitazioni.
In una parete fanno bella mostra gli oggetti utilizzati per la panificazione, che con orgoglio testimoniano il duro lavoro dei tempi andati, di quando ci si svegliava alle quattro del mattino per impastare il pane.
In un’ altra la macchina da cucire a pedale, di quando ci si confezionava i vestiti in casa,
la bambola di pezza, la cosiddetta pippia e zappulu realizzata con i ritagli di stoffa.
Questi ed altri oggetti carichi di risonanza affettiva rappresentano un tentativo ben riuscito per rendere il nostro centro più accogliente e simile ad un casa.
Inoltre il  recupero di ricordi assopiti è  aiutato dalla presenza fisica di oggetti dei periodi precedenti della vita dell’anziano, questi ricordi sono un supporto essenziale che garantisce la continuità dell’identità personale lungo l’arco della vita.
L’osservazione dei nostri ospiti ha portato tutti noi  a comprendere quanto sia importante la scelta della collocazione del più modesto degli oggetti, la dove questo può rappresentare un’ importante stimolo per la memoria e creare un senso di appartenenza a quel luogo che è il Centro Diurno. 
 
 
SILVIA SALIS