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IL RITRATTO

Non avrei mai pensato di realizzare dei ritratti !  Pur avendo una formazione artistica era una possibilità che avevo sempre scartato. Ritenevo impossibile riuscire con pochi tratti a cogliere nell’altro,  non solo la somiglianza, ma quel qualcosa in più che va ben al di là dell’aspetto esteriore e ne rivela le caratteristiche psicologiche. Come molti sostengono, ritrarre una persona significa in fondo ritrarre la sua anima. Poi si sa, ci sono incontri che cambiano i percorsi rigidi delle nostre idee sulle cose e ci fanno sperimentare che anche l’impossibile è possibile.

 Lei si chiama Chiara,  viene inserita al Centro con diagnosi di demenza di Alzheimer a soli 53 anni, totalmente priva della comunicazione verbale, si esprime attraverso la mimica e il suo volto suscita quella voglia di starle vicino. La sua presenza mi interroga e mi porta a considerare la possibilità di utilizzare altri codici comunicativi oltre il verbale per entrare in relazione con lei. È così che un giorno mi trovo a disegnarla.

Pochi tratti incerti, tecnica accademica, eufemismo di scadente;  ma lei si riconosce e ride per la prima volta e mi comunica a suo modo il piacere del nostro incontro. La risposta di Chiara in termini di benessere ha fatto nascere in me l’idea di utilizzare il ritratto come strumento di mediazione nella relazione d’aiuto. Dal giorno non ho mai smesso di fare ritratti, un po’ sono migliorata… dicono, ma quello che conta è che questa è diventata a tutti gli effetti un’attività che mira a raggiungere il benessere dell’ospite attraverso un percorso fatto insieme. Questo risulta esser profondamente arricchente per entrambi in quanto è improntato sull’empatia che crea la fiducia e riduce l’ansia.

L’ospite vive l’esperienza di essere scelto, guardato, sguardo che va oltre il semplice vedere, che contempla la persona nella sua totalità e ne rivela la sua bellezza . Questa modalità rappresenta un’importante risultato, laddove nell’ospite è presente una compromissione a livello della comunicazione verbale,  in quanto è portato a vivere l’esperienza di essere raccontato attraverso linee, forma e colore. Di fronte al foglio bianco è presente una persona con la sua storia e ogni traccia del ritratto ne rivela un particolare.

In conclusione il ritratto può rappresentare una risposta al bisogno molto sentito nell’anziano di lasciare traccia di sè come testimonianza del proprio passaggio, immagine tangibile della propria identità che continua ad essere riconosciuta ed ammirata.                                            Silvia Salis 

...si riconosce e ride per la prima volta
...si riconosce e ride per la prima volta
di fronte al foglio bianco è presente una PERSONA e ogni traccia del ritratto ne rivela un particolare.
di fronte al foglio bianco è presente una PERSONA e ogni traccia del ritratto ne rivela un particolare.