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Visto quello che stiamo vivendo nel mondo del lavoro, o meglio, del non lavoro , in Sardegna, in Italia e... in Europa, ci siamo affidati alle parole ed azioni di don Orione molto sensibile a quanto riguardava la tutela dei diritti e la dignità di ogni persona. Non troviamo infatti altre parole per formulare il nostro sincero augurio come espressione di fede cristiana e gesti solidali così vicini a quanto stanno vivendo migliaia di famiglie in questo tempo.

Era l'agosto del 1931 quando don Orione vide coronato il sogno di elevare un Santuario alla Madonna, nella città di Tortona, crocevia di collegamento tra le grandi città di Milano-Pavia-Genova. Lui lo voleva in collina, nel castello, ma, poiché glielo impedirono, lo costruì nella nebbiosa e fredda pianura, nel rumoroso crocevia tra la gente del “rosso” quartiere di San Bernardino, culla della Congregazione. Ecco quel che ci ricorda don Campagna nel suo libro San Luigi Orione: “La processione, animata da sei bande della Congregazione, si snoda per tutte le vie della città, sale al castello e scende in piazza Duomo per la recita del Credo a mano alzata. Ancora una singolare processione accompagna la Madonna: in testa alla schiera dei chierici e dei sacerdoti c'è un numeroso gruppo di religiosi, preti operai di don Orione in semplice veste talare, recano in processione gli strumenti del lavoro, gli arnesi con i quali essi, come i loro compagni, hanno costruito il Santuario. Carriole che aprono il quadrato,vanghe, badili, alzati come làbari simbolici, picconi, zappe, corde, cinghie ed altro ancora. Sono trofei del lavoro cristiano! E' la riconsacrazione del lavoro! La folla, ammirata, sottolinea con applausi il loro passaggio. Don Orione ricorda: “Quando ci dicevano che eravamo diventati pazzi fino al punto di portare i chierici con le carriole ed i badili in processione, non abbiamo inteso di fare delle stranezze: abbiamo portato quelle popolazioni di San Bernardino che avevano un tempo aggredito l'Episcopio. L'abbiamo portata alla cattedrale, e quando abbiamo chiamato il Vescovo al balcone , abbiamo inteso di far atto di riparazione. Quella processione che ogni anno parte dal sobborgo rosso di San Bernardino che va dal Vescovo, vuole avere un grande significato...”

E ancora come non ricordare la “lettera appello” , infuocata d’amore solidale, rivolta alle mondine del vercellese nel maggio 1918. “ …..Ogni catena, che toglie la libertà di figli di Dio, si deve spezzare; ogni schiavitù si deve abolire; ogni servaggio deve finire , e finire per sempre. Ogni sfruttamento di uomo su uomo dev’essere soppresso, nel nome di Cristo. La divina virtù di questo nome e la vostra onorata condotta di lavoratori cristiani, come vi porteranno all’adempimento di ogni dovere, così vi daranno la rivendicazione di ogni diritto.”

Non vi costerà molto interpretare le parole e fatti di don Orione come un monito a vivere il mistero di un Dio che in Gesù di Nazareth si fa uomo, per manifestare anche nelle limitate parole e lotte umane, di quale amore sia capace per le sue creature.

La Comunità orionina di Selargius

 

Auguri di BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO.