News

L'Alzheimer così come  le altre forme di demenza è una  malattia che intacca le capacità cognitive dei pazienti, limitandone l’indipendenza e trasformandosi così progressivamente in una malattia familiare e sociale.

La ricerca continua a lavorare incessantemente per comprendere più a fondo le cause e la natura di questa patologia, per migliorare le nostre capacità di prevenire, e un giorno, si spera, curare.

È in questo contesto che si inseriscono le terapie non farmacologiche delle Demenze , che consistono nell’impiego di tecniche utili a rallentare il declino cognitivo e funzionale, controllare i disturbi del comportamento e compensare le disabilità causate dalla malattia.

Il fine che guida questi tipi di intervento è il raggiungimento della migliore qualità di vita per il soggetto sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, compatibilmente con lo stadio di malattia in cui si trova.

Le Terapie non farmacologiche , come dice la parola stessa, favoriscono la modulazione del carico farmacologico che viene somministrato al paziente: il loro ruolo è, quindi, di supporto e non sostitutivo delle terapie farmacologiche.

In quest’ottica, percorsi terapeutici strutturati permettono  una regolazione e, in alcuni casi, un decremento delle terapie farmacologiche, evidenziando un minore rischio per il paziente di sovradosaggio di farmaci che hanno importanti effetti collaterali, soprattutto sul paziente anziano.

L’importanza delle cure non farmacologiche è sicuramente collegata anche alla flessibilità che dette cure evidenziano e creano possibilità di applicazione anche a domicilio