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Tra Settembre ed Ottobre, l'equipe del Centro Diurno e quella della Casa di Riposo, affrontano, nell'ambito della formazione, il discorso sulla qualità della vita, un tema che pone diversi interessanti quesiti, non tutti di facile soluzione, ma che sicuramente appassiona specie chi ha scelto di fare questa professione.

Il punto centrale è ovviamente il benessere della persona nella sua interezza e alla base c'è la relazione, che va di pari passo con la cura sanitaria. Potrebbe sembrare banale ma non lo è evidentemente se è necessario farne oggetto di formazione. Si perchè prima delle specifiche professionalità, c'è la capacità appunto di relazionarsi, di saper comprendere ciò che accade (esperienza significa avere cognizione, coscienza e consapevolezza), di conoscersi per poi capire e accettare ciò che è benessere per quella specifica persona.

Va da se che non si tratta della semplice acquisizione di mera tecnica, ma di un percorso di riflessione che parte da capacità introspettive e dall’esperienza personale, per poi confrontarsi con quelle altrui al fine di trovare una sintesi che soddisfi in primo luogo la singolare visione esistenziale dell’individuo che chiede il nostro supporto.

Tutto questo implica una buona dose di rischio, come in tutta la vita vissuta del resto, un continuo mettersi in gioco, un saper affrontare le nostre paure, così come le nostre certezze senza timore di venirne fagocitati ma con la consapevole possibilità di venirne cambiati sicuramente.

Personalmente ho apertamente riconosciuto di essere arrivato con delle riserve al dialogo e al confronto che poi si è aperto durante il corso, ma son contento di averle sciolte, forse proprio perché non ho avuto il timore di ascoltare prima di farmi una ragione.

Come dire, il dialogo è sempre costruttivo se volto a conoscersi e capire per meglio stare.

                                                                                       Davide Podda